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angle-left Macchine utensili: nel 2022 produzione stimata da record a 7,15 mld
Macchine utensili: nel 2022 produzione stimata da record a 7,15 mld
6/07/2022

Stime Ucimu: ancora crescita dopo la buona performance del 2021

L'industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione continua a crescere anche nel 2022, dopo la buona performance registrata nel 2021. Come emerge dalle previsioni elaborate dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu, nel 2022 il trend di crescita proseguirà in modo deciso: la produzione si attesterà a 7,15 miliardi di euro, il 13% in più rispetto all'anno precedente, segnando così un nuovo record assoluto nella storia dell'industria italiana di settore.

Il consumo crescerà fino a raggiungere il valore record di 5,67 miliardi di euro (+13,2%), trainando le consegne dei costruttori sul mercato domestico che otterranno un nuovo primato, attestandosi a 3,52 miliardi di euro (+12,3%). Anche le importazioni saliranno fino a toccare il valore di 2,15 miliardi di euro (+14,7%).

L'export crescerà a 3,63 miliardi (+13,6%), così da tornare sui livelli di 4 anni fa (2018). Inoltre, come presentato in occasione dell'assemblea annuale di Ucimu-Sistemi per produrre, secondo l'elaborazione Ucimu sui dati Istat, nei primi tre mesi del 2022, principali mercati di sbocco dell'offerta italiana di macchine utensili sono risultati: Stati Uniti (93 milioni, +40,5%), Germania (62 milioni, -29,3%), Cina (45 milioni, -0,1%), Francia (40 milioni, +3,8%), Polonia (35 milioni, -14,6%), Spagna (30 milioni, +86,2%), Russia (20 milioni, -40,8%), Messico (19 milioni, -13,1%), Turchia (18 milioni -59,7%) e India (17 milioni +17,8%).

"Oggi viviamo una situazione paradossale: i costruttori italiani sono ricchi di ordini come mai prima d'ora ma riescono a produrre solo una parte delle commesse raccolte tra la fine del 2021 e questo primo semestre 2022 - ha detto la presidente di Ucimu, Barbara Colombo. E se la scarsità - aggiunge - e il rincaro delle materie prime rappresentano una problematica che sta gradualmente rientrando, nei mesi a venire continueremo, invece, ad avere difficoltà nel reperire componenti elettroniche. Poi c'è problema dell'incremento vertiginoso del costo dell'energia, fenomeno che alimenta l'inflazione e che ha impatto diretto sui costi di produzione di molti settori a monte e a valle della filiera in cui operiamo. Per questo riteniamo fondamentali tutti gli interventi volti, da un lato, a trovare nuove fonti di approvvigionamento energetico e, dall'altro, a limitare la crescita spropositata dei prezzi, così da scongiurare il blocco dell'attività manifatturiera nel prossimo autunno".